Archivio Autore Augusto Bastianello

Elenco dei medici competenti

Elenco nazionale dei medici competenti presso il Ministero della Salute

Indicazioni e linee guida per l’utilizzo dell’Elenco nazionale dei medici competenti messo a disposizione dal Ministero della Salute.

L’elenco dei medici del lavoro è un documento realizzato e aggiornato dal Ministero della salute nel rispetto del D.M. 4 marzo 2009 e viene conservato presso l’Ufficio II della Direzione Generale della prevenzione del Ministero della salute. Secondo la Legge in vigore, tutti i medici che svolgono l’attività di medico competente devono produrre un documento in cui certificano di essere in possesso di tutti i titoli ed i requisiti richiesti per lo svolgimento di tale attività. Allo stesso modo, l’elenco dei medici competenti deve contenere tutte le (eventuali) variazioni successive a titoli e requisiti forniti, sempre tramite autocertificazione, dai medici stessi.

 

Elenco dei medici competenti: norme e sanzioni

In caso di mancata comunicazione delle suddette variazioni all’elenco dei medici competenti, il Ministero della salute può intervenire con la cancellazione dei requisiti e con la conseguente cessazione forzata dell’attività del medico, che viene cancellato dall’elenco.

È inoltre importante ricordare che l’elenco dei medici competenti viene aggiornato periodicamente dal Ministero della salute, il quale effettua verifiche e controlli a campione con scadenze annuali allo scopo di rilevare eventuali mancanze. Inoltre, l’iscrizione all’elenco dei medici competenti non sostituisce in alcun modo il titolo abilitante all’esercizio dell’attività del medico del lavoro.

 

Elenco medici competenti: valide alternative

Lo scopo dell’elenco dei medici competenti è fornire alle aziende indicazioni precise sui medici del lavoro in possesso dei requisiti e disponibili nella zona indicata. Tuttavia, non è l’unico strumento in grado di fornire questo servizio: il web mette infatti a disposizione alcune piattaforme web che hanno come scopo la creazione di una rete di medici competenti di professionalità comprovata che operino sia a livello locale che in grandi progetti a livello centralizzato.

Altro obiettivo di tali strumenti digitali è la promozione dei medici del lavoro nelle rispettive zone di attività, permettendo di raggiungere un più ampio numero di persone e clienti più qualificati. Uno dei siti che consiglio in quest’ambito è Medici del Lavoro.NET

Infine, queste piattaforme offrono il vantaggio di tutelare il medico competente nei confronti del clienti, attivando una serie di servizi paralleli che facilitano notevolmente il lavoro dei professionisti coinvolti.

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Salute e sicurezza sul lavoro

Settimana Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro

Partirà il 19 ottobre la Settimana Europea per la Sicurezza a Salute sul Lavoro, tra i principali appuntamenti del settore per i medici competenti.

 

La Settimana Europea per la Sicurezza a Salute sul Lavoro è uno degli eventi annuali più importanti nel contesto della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri. L’evento si compone di conferenze, esposizioni, proiezioni, eventi sui social network, concorsi e sessioni di formazione con lo scopo di sensibilizzare in merito all’importanza della salute e sicurezza del lavoro.

La Settimana Europea per la Sicurezza a Salute sul Lavoro è organizzata da EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro), organizzazione nata con l’obiettivo di stimolare e coordinare il dibattito riguardante i temi della sicurezza sul lavoro e di evidenziare i rischi fisici e psicologici degli ambienti lavorativi.

Risulta interessante, i questo senso, lo studio ESENER-2, secondo il quale  il 76 % delle imprese nell’UE-28 porta avanti una politica di monitoraggio regolare e periodico dei rischi:  di queste il 90 % considera la valutazione del rischio un modo utile di gestire la sicurezza e la salute.

Lo studio rileva inoltre come un elevato livello di partecipazione da parte dei lavoratori è un forte indicatore di buona qualità del lavoro, compresa la qualità della gestione della SSL in generale e della gestione dei rischi psicosociali in particolare.

 

Salute e sicurezza sul lavoro: la campagna 2016-2017

Nei vari eventi che costituiscono Settimana Europea per la Sicurezza a Salute sul Lavoro sono numerose le tematiche trattate: si va dal rischio psicosociale in relazione alle ore ai nuovi protocolli in materia di bullismo e molestie, dalla valutazione dei rischi nelle piccole imprese ai rapporti tra i vari attori che si occupano di sicurezza e salute sul lavoro (SSL).

Di queste tematiche si occupa anche la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2016-2017”, che ha come obiettivi principali la promozione di lavoro sostenibile e l’invecchiamento in buona salute di tutti i lavoratori, la prevenzione di problemi di salute nel corso dell’intera vita lavorativa, lo sviluppo di sistemi più efficienti per gestire la sicurezza e la salute sul lavoro e, in generale, lo scambio di informazioni tra enti e aziende coinvolte.

 

Sicurezza sul lavoro: necessità del cambiamento

L’edizione di quest’anno della Settimana Europea per la Sicurezza a Salute sul Lavoro mette in evidenza un punto importante: per tutta una serie di ragioni l’età media dei lavoratori europei si sta alzando e l’età pensionabile sta crescendo.

Una buona gestione della sicurezza e salute sul lavoro si rende quindi necessaria e può contribuire concretamente a incrementare la produttività e l’efficienza. Il cambiamento demografico è sicuramente un’evoluzione importante e come tale può causare problemi, ma garantire una vita professionale sostenibile aiuta a far fronte a queste sfide.

(Fonte: https://osha.europa.eu/it/about-eu-osha/press-room/european-week-safety-and-health-work-let%E2%80%99s-work-together-manage-stress )

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Rischio movimentazione carichi: definizioni e normative

Rischio nella Movimentazione Manuale di Carichi e Sorveglianza Sanitaria: responsabilità e indicazioni per il medico competente

Rischio nella Movimentazione Manuale di Carichi e Sorveglianza Sanitaria: responsabilità e indicazioni per il medico competente all’interno dell’azienda.

Il rischio da movimentazione carichi è uno degli scenari con cui il medico competente viene più spesso a contatto, soprattutto contesti aziendali legati all’ambito edilizio. La normativa riguardante il rischio da movimentazione carichi viene trattata nel titolo VI del D.Lgs 81/08: si definisce Movimentazione Manuale qualsiasi tipo di attività che comporti operazioni di sollevamento di un peso, azioni di trascinamento, spinta o spostamento che possano dare origine a disturbi e patologie a carico della colonna vertebrale, delle articolazioni e dei muscoli.

 

Non si parla solo di sollevamento di pesi: rientrano nella definizione di rischio di movimentazione carichi anche i movimenti ripetitivi e continuati da cui possono nascere patologie tendinee e muscolari anche gravi.

 

Rischio Movimentazione carichi: i compiti del medico competente

Il primo compito dei medici competenti che si confrontano con il rischio da movimentazione carichi è ridurre al minimo la fonte del rischio sul posto di lavoro. Qualora questo non sia possibile, il medico deve adottare tutte le misure tecniche utili mirate a ridurre gli sforzi richiesti ai lavoratori e le movimentazioni manuali, richiedendo l’utilizzo di attrezzature meccaniche quali paranchi, gru, carrelli e muletti.

La valutazione del rischio da movimentazione carichi può essere fatta in diversi modi: ogni metodo ha l’obiettivo di standardizzare le possibili operazioni a rischio tramite valori numerici e la definizione della soglia di rischio calcolato.

 

Ad oggi, il metodo più utilizzato per la valutazione del rischio da movimentazione carichi è il metodo NIOSH, messo a punto dal National Institute of Occupational. Tale metodo si distingue per essere applicabile sia a compiti semplici che ad attività composte da più operazioni successive e permette di determinare un indice numerico di rischio partendo da un carico massimo sollevabile in condizioni ottimali e applicando diverse caratteristiche peggiorative del movimento. Tra le variabili incluse nel NIOSH ci sono genere ed età del lavoratore esposto.

Altro metodo diffuso per la valutazione del rischio da movimentazione carichi è il metodo OCRA (Occupational Repetitive Action), molto simile al NIOSH: tramite l’implementazione di semplici check-list si stabilisce un indice di rischio numerico, che confrontato a dei valori tabellari restituisce il piano di azione da applicare.

 

Attrezzature per Rischio Movimentazione Carichi

Tra le attrezzature che il medico competente può consigliare per prevenire il rischio da movimentazione carichi c’è il carrello per scale, che permette lo spostamento di pesi in salita e discesa senza affaticare il lavoratore. L’utilizzo del carrello per scale può essere richiesto dal medico competente stesso qualora lo ritenga necessario per evitare conseguenze legate al rischio da movimentazione carichi; normalmente l’installazione del carrello per scale viene concordata con il Datore di lavoro.

 

(Fonte: http://www.anfos.it/sicurezza/rischio-movimentazione-manuale-carichi/)

 

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Medico competente obbligatorio: quando la nomina è necessaria

Medico competente obbligatorio: in quali casi l’azienda deve rivolgersi ad un medico del lavoro

Medico competente obbligatorio: quando, come e perché. La nomina del medico competente all’interno di un contesto aziendale è regolata dal Decreto Legislativo 81/08: in sostanza, viene stabilito che il medico competente è obbligatorio in tutte le situazioni in cui i lavoratori operano in condizioni che includono rischi di tipo chimico, a rumori, vibrazioni, a movimentazione manuale carichi, all’esposizione di amianto, piombo e altri agenti pericolosi, eccetera.

Il Decreto Legislativo include tra le situazioni di rischio anche l’utilizzo del videoterminale: è richiesto un medico competente obbligatorio anche quando i lavoratori si trovino a utilizzare la postazione videoterminale per più di venti ore alla settimana o in orari notturni.

 

Medico competente obbligatorio: il ruolo nell’azienda

All’interno di determinate tipologie di azienda il medico competente è obbligatorio in quanto è referente principale della sicurezza: suo è il compito, in collaborazione con il Datore di lavoro e/o con gli altri delegati alla sicurezza con l’obiettivo di rilevare tutti i fattori di rischio e attivare tutte le misure necessarie alla sorveglianza sanitaria, nel rispetto delle normative vigenti.

 

Sempre in accordo delle Leggi, il medico competente, obbligatorio o meno, deve comunque essere in possesso di tutti i requisiti previsti dall’Art. 38 del D.Lgs 81/08. Il Datore di lavoro è inoltre tenuto a mettere a disposizione del medico del lavoro tutte le informazioni relative alla natura dei rischi sul luogo di lavoro, la programmazione e la messa in atto di misure preventive e protettive, la descrizione degli impianti e dei processi produttivi, i dati raccolti relativi agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, e i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza prima dell’arrivo del medico competente. In conclusione, per il medico competente è obbligatorio mettersi al corrente con le caratteristiche del posto di lavoro e le attività svolte dall’azienda,

 

Medico competente obbligatorio: strumenti per la sicurezza

Una volta completata la procedura di nomina da parte del Datore di lavoro, per il medico competente è obbligatorio iniziare e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio per ognuno dei lavoratori dell’azienda che rientrano nel programma di sorveglianza sanitaria. La cartella sanitaria deve riportare i risultati di tutte le varie visite mediche a cui il lavoratore è sottoposto: visite preventive, periodiche, su richiesta del lavoratore, in occasione del cambio della mansione e alla conclusione del rapporto di lavoro.

 

Sulla base degli esiti ottenuti, il medico competente può formulare un giudizio sull’idoneità del lavoratore, che può essere idoneo, parzialmente idoneo o inidoneo.

È obbligatorio, per il medico competente, fornire al lavoratore tutte le informazioni circa i risultati di tali visite: l’idoneità del lavoratore viene comunicata durante riunioni periodiche e in forma anonima.

(Fonte: http://www.ilmedicocompetente.com/nomina.html )

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Obblighi del medico del lavoro: guida pratica

Obblighi del medico del lavoro: guida alle responsabilità e alle mansioni pratiche previste dalla normativa vigente.

Quali sono gli obblighi del medico del lavoro? Quali sono, nel concreto, le attività di cui il medico è responsabile? Cosa dice ad oggi la legislazione relativa?

Gli obblighi del medico del lavoro sono stabiliti con precisione dall’Articolo 25 del Decreto Legislativo 81/08, punto di partenza di tutti i cambiamenti che hanno reso la professione del medico competente ciò che è oggi.

 

Oltre a definire nella pratica gli obblighi del medico del lavoro, il Decreto impone che il medico non sia dipendente di strutture pubbliche: il medico del lavoro deve quindi essere un professionista specializzato con competenze specifiche.

Allo stesso modo, nel decreto vengono specificati i contesti aziendali in cui è obbligatorio affidarsi a un medico del lavoro.

 

Obblighi del medico del lavoro: elenco delle mansioni

Di seguito proponiamo un elenco semplificato degli obblighi del medico del lavoro e delle attività all’interno delle aziende.

  • Il medico del lavoro è tenuto a collaborare con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi e, quando sia richiesto, della programmazione della sorveglianza sanitaria. Il medico del lavoro deve porre in atto le misure per la tutela della salute psico-fisica dei lavoratori e curare la formazione degli stesso, organizzando corsi di primo soccorso. Rientra negli obblighi del medico del lavoro la valorizzazione di programmi mirati alla “promozione della salute”.
  • Il medico deve programmare e organizzare la sorveglianza sanitaria secondo quanto stabilito dai protocolli definiti dai rischi specifici; deve inoltre tenere in considerazione gli indirizzi scientifici più recenti.
  • Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, il medico del lavoro è tenuto a creare e aggiornare una cartella sanitaria di rischio. Per le aziende con più di quindici dipendente, il medico del lavoro deve concordare con i dirigenti un luogo di custodia.
  • Al momento della cessazione dell’incarico, il medico competente deve consegnare al datore di lavoro tutta la documentazione sanitaria raccolta, sempre nel rispetto del segreto professionale.
  • Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il medico consegna al lavoratore della relativa documentazione sanitaria.
  • Gli obblighi del medico del lavoro includono l’invio all’ISPESL delle cartelle sanitarie e di rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, sempre nel momento della cessazione del rapporto di lavoro.
  • Il medico competente deve fornire informazioni ai lavoratori circa i dettagli della sorveglianza sanitaria da lui attivata; nel caso l’ambiente di lavoro includa l’esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, il lavoratore deve essere informato sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività che comporta l’esposizione a tali agenti.
  • La presenza sul luogo di lavoro è uno dei principali obblighi del medico del lavoro: le visite devono essere effettuate almeno una volta all’anno o con frequenza maggiore, in base a quanto previsto dal documento di valutazione dei rischi.

 

Negli obblighi del medico del lavoro rientra infine la programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori. I risultati dell’esposizione devono essere forniti rapidamente al medico del lavoro, che potrà così procedere alla valutazione del rischio.

 

(Fonte: http://medicidellavoro.net)

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Responsabile della sicurezza sul posto di lavoro

RSPP: il responsabile della sicurezza sul posto di lavoro

Sorveglianza sanitaria e aziende: chi è il

responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro

responsabile sicurezza luogo di lavoro

Responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro?

Quali sono le sue funzioni? In questo articolo forniamo una breve guida al ruolo dell’RSPP e alle normative vigenti.

Uno dei principali protagonisti della sorveglianza sanitaria in ambito aziendale è la figura dell’RSPP, ovvero il “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione”.

Secondo quanto riportato all’articolo 2 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs. 81/08), l’RSPP è la “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali […] designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”

In altre parole, l’RSPP è l’incaricato della sorveglianza sanitaria sul luogo di lavoro, a cui spetta il compito di evidenziare eventuali fattori di rischio e progettare le relative misure di sicurezza (preventive e non).

RSPP sta per “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione” ed è una delle figure chiave nell’ambito della sicurezza sul lavoro: all’articolo 2 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs. 81/08), l’RSPP viene definito come la “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali […] designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.”

 

Responsabile della sicurezza nelle aziende

Il ruolo e i compiti del responsabile della sorveglianza sanitaria cambiano a seconda della tipologia e della dimensione dell’azienda in questione.

Ad esempio, nelle imprese di dimensioni ridotte è normale che la responsabilità della sorveglianza sanitaria ricada sullo stesso datore di lavoro. Nello specifico, ricadono in questa regola:

  • Industrie e imprese artigiane con meno di 30 dipendenti;
  • aziende agricole e/o zootecniche con meno di 10 dipendenti;
  • imprese ittiche con meno di 20 impiegati;
  • aziende di altre tipologie che abbiano in organico fino a un massimo di 20 dipendenti.

Per tutte le imprese non contemplate nella lista, la sorveglianza sanitaria ricade su uno dei dipendenti dell’azienda, a meno che il datore di lavoro non stabilisca di affidare il compito ad un consulente esterno.

 

Formazione per sorveglianza sanitaria

Sia che il ruolo dell’RSPP sia coperto dal datore di lavoro sia che spetti ad un dipendente, è necessario che l’incaricato soddisfi dei requisiti di competenza stabilita dalla normativa. In particolare, è obbligatorio aver frequentato uno specifico corso di formazione della durata di 16-48 ore (a seconda della tipologia di azienda) in cui si analizzano gli standard di sicurezza sui luoghi di lavoro.

In conclusione, il responsabile della sorveglianza sanitaria deve conoscere a fondo l’azienda in cui opera e le attività che vi vengono svolte. Altrettanto importanti sono formazione e aggiornamento: l’RSPP deve infatti essere sempre informato circa le normative in vigore e la sua preparazione deve essere certificata.

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Visite mediche aziendali

Il medico del lavoro e le visite mediche aziendali: una prospettiva alternativa

Il medico del lavoro ha tra i suoi compiti principali la valutazione del lavoratore tramite le visite mediche aziendali

visite mediche aziendali

visite mediche aziendali

. In questo articolo proponiamo una panoramica dal punto di vista del medico del lavoro in un contesto moderno.

Lo scopo finale delle visite mediche aziendali è fondamentalmente lo stesso del medico del lavoro: tutelare la salute dei dipendenti che sono esposti a rischi specifici nell’ambito del proprio lavoro in azienda. La valutazione viene fatta incrociando i dati di due rilevazioni: le caratteristiche dell’ambiente di lavoro e le caratteristiche fisiche del lavoratore.

 

Visita del lavoratore da parte del medico

Per il medico del lavoro, la visita aziendale è una visita preventiva che ha come obiettivo valutare se il lavoratore sia fisicamente adatto alla mansione assegnatagli. Il medico del lavoro deve quindi valutare eventuali rischi per la salute del soggetto tramite tutti gli esami e accertamenti che il medico del lavoro riterrà necessari. La natura e la quantità di questi esami dipendono certamente dal medico del lavoro ma anche dalla tipologia di mansione e dal contesto lavorativo in cui il lavoratore deve svolgere la propria attività.

Ad esempio, nel caso di lavoratori adibiti a mansioni comportanti particolari rischi per terzi (es. addetti alla guida di muletti o altri mezzi pesanti), il medico del lavoro può includere nella visita medica la ricerca di sostanze stupefacenti. Nel caso di lavoro d’ufficio, solitamente il medico del lavoro si limita a includere uno screening visivo o una valutazione oculistica.

 

Tipologie alternative di visite mediche aziendali

Esistono altre tipologie di visita medica aziendale in cui il medico del lavoro è direttamente coinvolto.

Nelle visite mediche periodiche, il medico del lavoro controlla lo stato di salute del lavoratore e ne monitora l’idoneità alla mansione. Lo stesso medico del lavoro stabilisce la frequenza delle visite sulla base delle indicazioni previste dalla norma o in funzione della valutazione del rischio. Il medico del lavoro può richiedere una visita aziendale anche nel caso che il lavoratore cambi mansione, per verificare l’idoneità dell’individuo alle nuove caratteristiche del lavoro, oppure nel caso di ripresa del lavoro: se il lavoratore manca dal luogo di lavoro per motivi di salute per oltre 60 giorni, il medico del lavoro deve assicurarsi che la persona mantenga le condizioni di salute adeguate.

 

Capita inoltre che il medico del lavoro debba confrontarsi con una richiesta di visita medica da parte del lavoratore stesso, che potrebbe ritenere che le mansioni assegnategli o le caratteristiche dell’ambiente di lavoro comportino un rischio per la propria salute. Infine, in alcuni casi il medico del lavoro deve eseguire una visita a seguito della cessazione del rapporto di lavoro.

 

Risultati della visita medica aziendale

Ognuna delle visite aziendali sopra elencate ha come conclusione un giudizio da parte del medico del lavoro che può declinarsi nei seguenti modi: idoneità, idoneità parziale (temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni), inidoneità temporanea, inidoneità permanente.

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Medicina del Lavoro e formazione

Medicina del Lavoro e formazione, aspetti più importati del lavoro del medico competente

formazioneFormazione e aggiornamento sono uno degli aspetti più importati del lavoro del medico competente. In questo articolo proponiamo un’analisi sulla possibilità di esonero del medico del lavoro dipendente dalla partecipazione al corso obbligatorio per i lavoratori in materia di salute e sicurezza.

In quale caso, se esiste, il medico del lavoro può esimersi dalla formazione dei lavoratori? È questa la domanda posta dall’INPS alla Commissione Interpelli.
Facciamo un passo indietro: negli ultimi anni la normativa in merito agli adempimenti in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro è cambiata secondo un principio di semplificazione. Lo stesso principio vale per l’Interpello n. 13/2015 del 29 dicembre 2015 con oggetto la “risposta al quesito in merito all’esonero del Medico competente dalla partecipazione al corso obbligatorio per i lavoratori (art. 37 del d.lgs. n. 81/2008 e Accordo Stato Regioni del 21/12/2011)”. Il quesito ha chiesto delucidazioni circa la possibilità di esonerare il medico del lavoro dalla partecipazione al corso obbligatorio per i lavoratori in considerazione del fatto che tale medico – per il ruolo che ricopre – “è già tenuto alla partecipazione al programma di educazione continua in medicina (ECM).”

 

La risposta della Commissione Interpelli

La risposta della Commissione parte da alcune premesse:

  • come all’articolo 37, comma 1, del d.lgs. n. 81/2008, “il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente”;
  • di nuovo come all’articolo 37, comma 14-bis: “In tutti i casi di formazione ed aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, è riconosciuto il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati”;
  • come all’articolo 38 (Titoli e requisiti del medico competente), comma 3, del d.lgs. n. 81/2008 “Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina”.

Una volta stabiliti questi punti, la Commissione ha ribadito il ruolo attivo che il medico del lavoro deve avere anche in relazione alle attività di formazione e informazione.
In base all’art.25 del d.lgs. n. 81/2008, il medico del lavoro “collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività  di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro[…]”.

In conclusione
Qualora il dipendente sia effettivamente incaricato di svolgere funzioni per la sua azienda, può essere esonerato dalla partecipazione ai corsi di formazione: si riconosce infatti che le conoscenze necessarie siano già in possesso del medico competente grazie al suo ruolo all’interno dell’azienda e alla formazione specifica.
(Fonte: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/medico-competente-C-77/interpello-il-medico-competente-la-formazione-dei-lavoratori-AR-15516/ )

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Sanzioni per omessa certificazione

Medici del lavoro: sanzioni per omessa certificazione

La sanzione per mancata certificazione

sanzioni per omessa certificazione

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da parte di un medico del lavoro è stabilita secondo il recente DLgs 151/2015: si parla in particolare della certificazione delle malattie professionali, deontologia e normative.

Fino al 2014, la mancata mancata redazione della certificazione in merito sia all’infortunio sul lavoro che alla malattia professionale non era considerata un obbligo normativo sanzionato ma solo un obbligo deontologico. Il medico del lavoro doveva quindi attenersi all’art. 53 del D.P.R. n.1124/1965, secondo cui la denuncia da trasmettere doveva essere “corredata da certificato medico”.

La normativa riportava inoltre che “il certificato medico deve contenere, oltre l’indicazione del domicilio dell’ammalato e dei luogo dove questi si trova ricoverato, una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall’ammalato stesso e di quella rilevata dal medico certificatore”. Non vi era quindi alcun obbligo specifico per il medico del lavoro, se non quello deontologico.

La normativa aggiornata sulla mancata certificazione da parte del medico del lavoro

Il sopracitato DLgs 151/2015 interviene completamente su questo aspetto dell’attività del medico del lavoro. In particolare, i comma 8 e 9 del decreto riguardano da vicino la mancata certificazione, scendendo nel dettaglio di compiti, responsabilità ed eventuali sanzionamenti del medico.
Citando il testo: “A decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, con la trasmissione per via telematica del certificato di malattia professionale […] si intende assolto, per le malattie professionali indicate nell’elenco di cui all’articolo 139 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 1965, l’obbligo di trasmissione della denuncia di cui al medesimo articolo 139….”.

Differenze tra le due certificazioni
È bene ricordare che le due certificazioni (denuncia dell’infortunio e denuncia della malattia) hanno delle differenze importanti. La prima ha fini assicurativi e richiede il consenso informato a procedere da parte del lavoratore; la seconda deve essere fatta anche in caso di mancata certificazione ai fini del riconoscimento, qualora la malattia sia inserita nell’elenco di cui al DM 10 giugno 2014 ma non venga ritenuta collegata alle attività lavorative.

A tutti gli effetti, con l’introduzione della sanzione per omessa certificazione assistiamo ad un obbligo deontologico che è diventato obbligo giuridico sanzionabile.

Conclusioni

Nonostante la cosiddetta semplificazione degli atti amministrativi attraverso l’introduzione dell’informatica, la misura descritta aggiunge un onere al lavoro del medico: un’altra complicazione per l’attività medica alla quale non corrisponde un miglioramento della qualità: in questo caso si avrebbe veramente un miglioramento della sicurezza dei lavoratori ed un maggior grado di tutela dei loro diritti.
(Fonte: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/medico-competente-C-77/sanzioni-ai-medici-per-omessa-certificazione-AR-15363/ )

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Medicina del lavoro e gravidanza

Medicina del lavoro e gravidanzamedicina del lavoro e gravidanza: problematiche della maternità anticipata

Per gli esperti di medicina del lavoro la gravidanza è un tema delicato: un ambiente di lavoro può infatti presentare situazioni a rischio sia per la madre che per il bambino. Qualora le mansioni assegnate costituiscano un pericolo per la gravidanza, la medicina del lavoro presenta diverse opzioni.

La principale soluzione contemplata dalla medicina del lavoro per gravidanza a rischio è la maternità anticipata, che viene richiesta spesso  nel caso che la donna sia addetta a mansioni pericolose, faticose o insalubri.

Se i limiti generalmente previsti per l’inizio dell’astensione obbligatoria sono settimo o ottavo mese di gravidanza, in medicina del lavoro si possono verificare casi in cui è opportuno interrompere anzitempo l’attività lavorativa.

La maternità anticipata può venire concessa dal professionista di medicina del lavoro per una gravidanza che presenti complicazioni o nel caso di preesistenti forme morbose; in alternativa, quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino.

Possono avvalersi dell’interdizione anticipata tutte le lavoratrici dipendenti, incluse lavoratrici agricole e domestiche, le lavoratrici cessate o sospese da meno di 60 giorni oppure le lavoratrici in godimento dell’indennità di disoccupazione, in cassa integrazione o in mobilità.

In caso di condizioni di lavoro che comportino rischi per la gravidanza, la medicina del lavoro deve fare riferimento al Decreto Legge n. 5/2012, secondo cui i provvedimenti di interdizione anticipata dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o preesistenti forme morbose adesso saranno rilasciati dalla ASL.

Un altro argomento collegato a medicina del lavoro e gravidanza è il trattamento economico: alla lavoratrice a cui viene concessa l’interdizione anticipata spetta lo stesso trattamento economico e previdenziale previsto per il congedo “normale” di maternità (indennità economica a carico dell’Inps pari all’80% della retribuzione)

Tra le soluzioni contemplate dalla medicina del lavoro per la gravidanza c’è anche il congedo parentale (o “maternità facoltativa”): si tratta di un periodo di astensione facoltativa per genitori dipendenti. La madre può usufruire del congedo parentale a partire dalla fine del congedo obbligatorio di maternità; a partire dalla fine dell’astensione obbligatoria le spettano 6 mesi continuativi o frazionati, fino a otto anni di vita del bambino. Complessivamente i due genitori non possono superare il limite di 11 mesi.

Durante il periodo successivo alla gravidanza, la medicina del lavoro prevede anche una astensione “per allattamento”, che permette alla madre lavoratrice dipendente di astenersi dal lavoro, durante il primo anno di vita del bambino, per due ore al giorno, se l’orario contrattuale di lavoro è pari o superiore alle sei ore, oppure per un’ora, se l’orario contrattuale di lavoro è inferiore alle sei ore.

In conclusione, per le lavoratrici in gravidanza la medicina del lavoro mette a disposizione numerose opzioni allo scopo di preservare la salute di madre e figlio: spetta al medico competente ed al datore di lavoro trovare la soluzione più adatta a soddisfare le richieste di ogni parte in causa.

FONTE: http://www.nostrofiglio.it/gravidanza/maternita-e-lavoro/maternita-anticipata-come-chiederla

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